Il 24 agosto la scuola era piena di polvere. Quella lasciata dai cantieri che stavano chiudendo, per preparare una scuola ancora più bella.
All’appello c’erano laTizi, Mourinne, Elisa e Beatrice, Vitto e la Raffa. La polvere si era infilata ovunque. E ci sono voluti giorni, olio di gomito, pensieri, coraggio e tanta coesione per far emergere, poco alla volta, il bello.
Intanto, le insegnanti pensavano, sognavano, creavano idee, immaginavano spazi e organizzavano.
Il 1° settembre il lavoro era ancora tanto, ma altrettanto grande era stata la trasformazione. E proprio quando sembrava che tutto fosse finalmente a posto, eccole lì: le insegnanti a preparare etichette, a scegliere il carattere delle scritte, a ragionare sulla disposizione dei materiali -troppi? Troppo pochi?- sul colore degli arredi, su quel gioco che piace tanto quel bambino.
Arrivano loro, con l’attenzione ai dettagli.
Perché l’attenzione ai dettagli è possibile quando c’è una buona cornice. Quando c’è passione. Quando c’è cura.
L’attenzione ai dettagli racconta una cosa semplice e profondissima: tutto è importante e ciascuna cosa è preziosa.
E’ uno sguardo che apre il cuore e la mente. Uno sguardo che ci invita a rallentare, a osservare, a chiederci di cosa ha bisogno l’altro e a dare valore anche alle piccole cose.
Forse è qualcosa che tutti, ogni tanto, dovremmo imparare a recuperare. E allora grazie, Maestre.
Grazie per la polvere spazzata via, per le idee, per la fatica, per i sogni e per tutto quello che non si vede, ma che fa la differenza.
Grazie per averci ricordato che, quando si cura ogni dettaglio, si sta dicendo a qualcuno: tu sei importante.


















